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Indagine sui consumatori per capire cosa pensano del Mercato di Lucca
Indagine sui consumatori per capire cosa pensano del Mercato di Lucca

Dopo l’indagine tra gli operatori, la parola ai consumatori.

«Dopo la presentazione dei dati relativi all’indagine tra gli operatori del Mercato – dichiara il presidente  ANVA Confesercenti Leonetto Pierotti – presentiamo anche i risultati dell’indagine svolta tra un campione selezionato di consumatori che valutano situazione, collocazione, e futuro del Mercato di Lucca.

L’indagine si è posta l’obiettivo di interrogare due diversi gruppi di consumatori: quelli che frequentano il mercato e quelli che non lo frequentano. L’indagine lucchese per alcuni dati può essere comparata anche con una indagine nazionale presentata dall’ANVA lo scorso febbraio.

Perché si frequenta il mercato? Il motivo principale di scelta del Mercato di Lucca per il 37% dei consumatori è la competitività dei prezzi (media nazionale 31%). A ruota la tipicità del contesto di mercato 34% (media nazionale 27%) unito alla possibilità di fare shopping in relax in un contesto di passeggiata. A distanza con un 12% la pluralità merceologica dell'offerta (media nazionale 12%), al 7% la qualità dell'offerta (3), al 5% la comodità (media 8%).  

Il motivo principale di critica al mercato riguarda l'accessibilità e la sosta con un 34% di voti per questi due fattori (il 19% evidenza una scarsa opportunità di sosta generale, mentre il 15% sottolinea anche l'assenza di posteggi gratuiti). A questi va aggiunto un 5% che rileva criticità nell'accessibilità (mancanza servizi navette) . Al secondo posto per il 26% dei consumatori la bassa qualità dell'offerta, in molti casi specificata con una presenza di merci di provenienza “cinese”. Al terzo posto con un buon 16% la scarsa pluralità merceologica che nell'immaginario di molti consumatori si è indebolita. Infine circa il 10% dei consumatori sottolinea  la scarsità di servizi sull'area di mercato con riferimento particolare ai servizi igienici.

«Fa piacere notare – commenta l’ANVA - come il mercato sia considerato dai frequentatori un luogo commerciale importante per la competitività dei prezzi e un luogo della tipicità del nostro commercio. Questo rafforza il ruolo e l’immagine del mercato che potrebbe essere “fruito” da molte più persone. Sul piano dei problemi colpisce come il tema dell’accessibilità e della sosta, ritenuto dagli operatori il principale problema del mercato di Lucca, sia al primo posto tra i problemi anche del consumatore. La conferma che il tema sosta, parcheggi, accessibilità debba essere affrontato come esigenza principale. Non si deve sfuggire però neppure il fatto che un quarto dei consumatori trova indebolita l’offerta commerciale e la qualità. Questo tema – di cui la categoria è consapevole – di una riduzione del livello dei prezzi medio e quindi anche della qualità del prodotto conseguente è uno dei temi su cui lavorare per il futuro. Ma il tema della qualità è un delicato rapporto tra domanda e offerta. L’offerta di prodotti a basso prezzo è frutto soprattutto di una riduzione della capacità di spesa dell’utenza, che è meno disponibile a spendere, ai Bacchettoni, più che allo Stadio. Un dato evidente è il rapporto tra Fiere e Mercati. Gli stessi operatori che in alcune fiere anche della città riescono a portare un prodotto di livello di prezzo più elevato, al Mercato sono costretti, per la capacità di spesa della clientela, a portare merce dal livello di prezzo più contenuto».

Il motivo principale per cui non si frequenta il Mercato di Lucca (tra i non frequentatori) per il 37% dei consumatori è la difficoltà a far quadrare tempi di vita e di lavoro; per il 29% la scarsa soddisfazione per la qualità del prodotto offerto; per il 18% la scarsa pluralità merceologica; per l’8% per la scarsa accessibilità (parcheggi/navette).

Le merceologie più attrattive per il mercato di Lucca sono l’abbigliamento per il 39% degli intervistati, l’alimentare per il 22%, i fiori per il 15%, i prodotti per la casa per il 13%. Segue l’intimo con il 6% e altri articoli quali usato, oggettistica, ecc.

Il motivo principale che spingerebbe il consumatore a tornare sul mercato riguarda la qualità dell’offerta per il 32% degli intervistati, mentre il 26% punta l’attenzione su una diversa articolazione degli orari; per il 21% è un problema di accessibilità (sosta gratuita, sosta più accessibile, servizi navette dai quartieri); infine per  il 13% la pluralità merceologica è un punto su cui lavorare.

Sul tema orari abbiamo provato ad approfondire. Ed è interessante notare come per che già frequenta il mercato c’è un generale gradimento per il 67% dell'attuale orario del mercato. Un buon 17% chiede più mercati domenicali e un 27%, suddiviso in tre differenti opzioni chiede un estensione dell'attuale orario di mercato in pausa pranzo e pomeriggio, soprattutto il sabato. Tra i non frequentatori il 41% degli intervistati non è interessato al tema. Il 28% è interessato a maggiori opportunità domenicali e festive. Il 30% ad una diversa articolazione degli orari con varie opzioni: prolungamento pausa pranzo fino alle 16 e fino alle 18.

«Interessante notare come il motivo principale per cui non si frequenta il mercato è la mancanza di tempo. Questo dovrebbe farci riflettere sul tema degli orari, spesso inadeguati per la gente che lavora. Negli ultimi anni le fiere domenicali hanno consentito a molti consumatori di riavvicinarsi al mondo del commercio su area pubblica. Ma quegli stessi consumatori non possono fruire dei mercati settimanali. D’altra parte gli stessi operatori sono “resistenti” al cambiamento di orario così come risultato dalla precedente indagine. Il tema non può essere cancellato, ma affrontato con intelligenza e con qualche sperimentazione che nei prossimi mesi chiederemo agli operatori di valutare”

Quali merceologie mancano? Il 23% richiede di potenziare la qualità e l’offerta (firme, griffe) dell’abbigliamento/calzature; ma si chiede anche un generale rafforzamento di queste due tipologie che sono già dominanti sul mercato (23%). Il 15% richiede un rafforzamento del settore alimentare e un 7% i prodotti per la casa.

Il tema della localizzazione. Il 67% dei consumatori frequentatori del mercato ritiene idonea la localizzazione del mercato ai Bacchettoni, il 20% è indifferente, il 14% ritiene non idonea la localizzazione. Tra i non frequentatori la percentuale di favorevoli si abbassa al 41%, ma per la crescita degli indifferenti (44%) . Stabile al 15% la posizione dei contrari. Tra le motivazioni del parere positivo prevalgono la tipicità di un mercato in centro e la vicinanza con l'abitazione e il luogo di lavoro; tra le motivazioni del parere negativo prevale in modo deciso la criticità di parcheggio e la dispersività del mercato. Una posizione – quella dei consumatori frequentanti – diversa da quella degli operatori che ricordiamo per il 51% avevano espresso riserve alla location e per il 27% chiedevano sostanziali modifiche.

«Non è così strano che i frequentatori gradiscano la posizione del mercato. Si tratta invece di capire – e questo la nostra indagine non è riuscito a fotografarlo, né poteva farlo – quanti consumatori in più si riuscirebbero ad intercettare in una posizione migliore. In fondo la domanda centrale della maggioranza degli operatori è proprio questa. Una posizione più accessibile consentirebbe di soddisfare l’attuale clientela e rispondere alle esigenze di coloro che oggi hanno difficoltà a raggiungere il mercato?»
 
Il 93% dei consumatori intervistati in città e nei quartieri della periferia comunque conosce il mercato e sa dove si trova, anche se non lo frequenta. L'89% pur non frequentandolo l'ha visitato almeno una volta.  Oggi non lo frequenta più per vari motivi (risposta aperta) tra cui si segnalano per oltre il 50% il principale per la mancanza di tempo per motivi lavorativi, per il 28% l’insoddisfazione per i prodotti, il 12% perché difficile da accedervi. Il 35% del campione dei non frequentatori del mercato di Lucca frequenta abitualmente o occasionalmente altri mercati tra i quali si segnalano il Forte, Capannori, Pisa e Viareggio.

Riflessioni finali e alcune proposte
«Dalle due indagini fatte emergono dati molto interessanti. Un mercato che ha forti potenzialità, ma che fatica per motivi congiunturali, ma anche per concreti problemi di accessibilità, promozione, organizzazione. Un mercato che nella precedente collocazione aveva maturato sinergie con quartieri popolosi e con l’utenza dell’ospedale e che invece in città stenta a trovare le sinergie attese.
Il nostro impegno delle prossime settimane sarà concentrato su tre punti principali: in primo luogo richiedere al Comune un incontro per approfondire i dati emersi e attivare azioni concrete per cominciare a migliorare la situazione logistica e organizzativa; in secondo luogo attivare azioni promozionali per promuovere il mercato di Lucca; in terzo luogo studiare una proposta sperimentale per il 2011 per intercettare le diverse esigenze di orario dei consumatori. Sul piano promozionale abbiamo già pronta una miniguida dei mercati e delle fiere della Provincia di Lucca che distribuiremo già nei prossimi giorni e stiamo preparando un depliant promozionale del Mercato di Lucca per promuovere sia il mercato di Lucca e per informare meglio il consumatore sul sistema dei parcheggi collegati. Primi segnali per dare risposte alle molte domande emerse con le indagini»

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