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Indagine tra gli operatori sul Mercato di Lucca
Indagine tra gli operatori  sul Mercato di Lucca

Presentati i dati dell’indagine sugli operatori: luci e ombre per il principale mercato della città.

«Dopo quasi due anni dallo spostamento del Mercato di Lucca e a fronte di una generale crisi economica – dichiara l’ANVA Confesercenti - è emersa l’esigenza capire meglio la situazione del Mercato dei Bacchettoni, le problematiche, le proposte per migliorare il mercato, anche per presentare risposte efficaci e condivise ai nostri amministratori. Per questo Anva e Commissione di Mercato con il supporto tecnico del Cat Confesercenti hanno predisposto e somministrato a tutti gli operatori del mercato  e a un campione di consumatori selezionati tra frequentatori e non frequentatori del mercato un questionario di valutazione che vuole rappresentare una fotografia dello stato di salute del mercato».

ALCUNI DATI GENERALI
□    Il Mercato di Lucca è suddiviso in due edizioni, con due graduatorie di assegnatari: Mercoledì e  Sabato. Ciascuna edizione conta 130 operatori. In pratica i banchi occupano una superficie di vendita di circa 3500 metri quadri, spazi di passaggio e transito esclusi. Gli operatori/aziende totali del mercato sono 168.
□    I banchi rappresentano diverse merceologie, ma il mercato non ha classificazione merceologica, né settori. Sono presenti per la grande maggioranza operatori del settore non alimentare. La gran parte delle merceologie disponibili sui mercati, sia alimentari che non alimentari sono presenti al mercato di Lucca.
□    Per quanto riguarda la provenienza degli operatori e l’incidenza degli operatori extracomunitari sul mercato, fenomeno rilevante in moltissimi mercati, nel Mercato di Lucca sono 32 gli operatori extracomunitari pari al 19% del totale, di poco superiore alla media nazionale del 14,2% (dato disponibile del 2008), con una prevalenza in questi numeri della comunità cinese.

«L’indagine si è rivelata molto interessante – commenta il presidente dell’ANVA Confesercenti Leonetto Pierotti - per fotografare una realtà di mercato che nonostante i ripetuti spostamenti stenta ancora a trovare una sua strategia. Eppure le dimensioni da grande centro commerciale dovrebbero mettere il Mercato al centro dell’attenzione di tutti. Sotto il profilo dell’operatore, è’ evidente un generale stato di insoddisfazione della categoria per l’andamento del mercato e dell’economia e sono emerse numerose criticità che potrebbero essere affrontate dall’Amministrazione e  dalle nostre categorie per dare maggior respiro a questo importante centro commerciale della città».  

1. ANDAMENTO DEL MERCATO
□    Per il 69% degli operatori negli ultimi 2 anni l’andamento delle vendite nel mercato è peggiorato, per il 16% migliorato, per il 15% è stabile. Si denota quindi un generale peggioramento dell’andamento delle vendite del Mercato di Lucca.
□    Sulle motivazioni il 25% ritiene che sia dovuto solo alla crisi economica; un 17% ritiene invece che il peggioramento sia dovuto esclusivamente alla posizione del mercato;  il 42% degli operatori ritiene invece che sia dovuto a un mix di ragioni di carattere economico generale (la crisi dei consumi), ma anche dalla posizione del mercato.
□    Per quanto concerne l’entità del calo delle vendite, la valutazione media da parte degli operatori rivela un calo consistente in entrambe le annualità, più accentuato nel 2009, rispetto al 2008. Il dato medio di calo stimato oscilla tra il 20 e il 25%.

2. POSIZIONE DEL MERCATO E PROBLEMATICHE
Per quanto concerne la valutazione sull’idoneità della localizzazione del mercato, il 51% degli operatori ha ritenuto non idonea l’attuale collocazione del mercato, il 27% la ritiene idonea, purché siano operati miglioramenti, il 22% è soddisfatto dell’attuale localizzazione.  

«Rispetto alla collocazione del Mercato, dopo due anni di operatività, non sembrano fugati i dubbi per la maggioranza degli operatori che l’attuale situazione non sia la migliore per il mercato di Lucca. Da parte del consumatore – dai dati che sono ancora in fase di elaborazione – risulta invece una posizione diversa, in quanto tra i frequentatori la collocazione è gradita, mentre tra i non frequentatori le motivazioni di “distanza” dal mercato riguardano non la localizzazione ma altri fattori».

3. PROBLEMATICHE DEL MERCATO
□    Rispetto ai problemi del mercato (domanda aperta), il tema principale che emerge dal 42% di coloro che hanno risposto è quello dei parcheggi, di una inadeguatezza della sosta di servizio. In particolare molti sollevano il tema delle poche opportunità di sosta gratuita e alcuni il tema della non buona segnaletica delle aree di sosta. Sempre in tema di parcheggi si evidenzia il tema delle ripetute e reiterate multe alla clientela fuori porta, ritenuto dagli operatori un forte danno per il mercato e un disincentivo a tornare al mercato.  
□    Un secondo tema che assume particolare rilievo è quello della trasformazione della clientela. Non solo il calo della stessa, ma anche la forte componente di anziani e la bassa capacità di attrarre pubblico giovane sottolineato dal 22% degli operatori.
□    Terzo tema dimensione degli spazi e struttura del mercato. Oltre il 20% degli operatori segnala come priorità il problema delle ridotte dimensioni dei banchi e l’eccessiva lunghezza del mercato.
□    Tra i temi segnalati da un numero inferiore di operatori, ma ricorrenti e che meritano attenzione: la facile penetrabilità del mercato al traffico veicolare (emerso soprattutto da piazza Varanini), l’assenza di presenza di vigilanza sul mercato e per quanto riguarda l’attenzione alla clientela scarsa disponibilità di servizi igienici.

Il problema chiave del mercato dal punto di vista degli operatori risulta essere quello della sosta su cui è necessario un intervento che da un lato potenzi le opportunità di sosta, dall’altro migliori la comunicazione nei confronti della clientela per un miglior uso del parcheggio Mazzini. Infine si rende necessario porre un freno al meccanismo sanzionatorio nei confronti della clientela del mercato. E’ centrale tra gli operatori la sottolineatura di una generale carenza di servizi e di accessibilità del Mercato. Da riprendere pertanto vecchi temi già emersi nel confronto con l’Amministrazione quali un servizio navette per il mercato dalle frazioni, un piano di comunicazione  e promozione del mercato, una maggior presenza di vigili sul mercato (invece che a fare multe, per la sicurezza dell’area), più servizi e interventi anche di manutenzione che risolvano problemi concreti (ad es. fango e pozzanghere per i banchi fuori porta S. Jacopo; allacciamento acqua e luce per i banchi fiori e alimentari, ecc.).
                        
4.  PROPOSTE  PER INNOVARE
Per quanto concerne le proposte, individuate tra un elenco di possibilità, è emersa una ampia frammentazione di soluzioni ma che ancora una volta evidenzia la strategicità del tema della sosta e dell’accessibilità del mercato.
□    La componente mobilità/sosta infatti è scelta dal 57% degli operatori così suddivisa: per il 23% infatti la soluzione sta in nuove aree di sosta, per il 16% una miglior segnaletica dei parcheggi, per il 18% si richiedono navette speciali per il mercato dalle frazioni. Per il 38% il tema su cui investire è quello comunicazione e promozione: per il 15% cartelli promozionali del mercato in città e periferia; per il 20% una pubblicità del mercato; per il 3% vendite promozionali, concorsi a premi. Solo il 5% ritiene prioritario una sperimentazioni sugli orari.

□    Sul tema orari era prevista un approfondimento per verificare se fosse possibile attivare una sperimentazione sugli orari del mercato per venire incontro alle esigenze del consumatore. Per il 61% degli intervistati il tema degli orari non suscita particolare attrazione (o risponde negativamente o non risponde). Per il 15% c’è invece interesse a prolungare l’orario fino alle 16; per l’9% di ritardare l’inizio e posticipare la fine; per il 14% prolungare l’orario tutto il giorno (fino alle 18).
□    E’ stato inoltre proposto di valutare insieme iniziative pubblicitarie e promozionali del Mercato. Il 35% si è rivelato totalmente favorevole, il 23% favorevole ma interessato a verificare modalità di promozione; il 27% contrario, mentre il 15% non ha risposto alla domanda.  Tra le tipologie di promozione riscuotono le maggiori attenzioni manifesti pubblicitari del mercato (32%), spot televisivi (23%), campagne di comunicazione dei parcheggi (15%) e volantinaggi (14%), minor interesse riscuotono animazione e campagne a premi.

«In termini propositivi notiamo come il tema degli orari non risulti strategico per la maggioranza degli operatori, nonostante quanto le indagini di mercato a livello nazionale sembrerebbero suggerire. Stiamo attendendo in questo senso anche i dati dell’indagine sui consumatori per capire se su questo tema esiste una contraddizione di fondo da superare. Vogliamo tuttavia iniziare a pensare anche a proposte sperimentali per l’orario dei mercati. I tempi – come dicono le risposte – non sono maturi, ma nostro compito è iniziare ad attrezzarci».

«Infine ci fa piacere notare come tra gli operatori maggior attenzione si sviluppa attorno al tema della promozione del Mercato. Per questo stiamo già lavorando da alcune settimane ad un insieme di progetti promozionali dei Mercati, il primo dei quali sarà già operativo questa settimana per dare un nostro segnale concreto in questa direzione ed altri in fase di preparazione e sui quali cercheremo proprio il coinvolgimento degli operatori».

L’indagine sui consumatori risulta altrettanto ricca e interessante ed è in fase di ultimazione. Sarà presentata a pubblico e stampa martedì prossimo.


ALCUNI DATI NAZIONALI (presentati il 15 marzo scorso dall’ANVA Nazionale)

□    A livello generale il numero di imprese ambulanti crescono in valore assoluto,  ma calano quelle a posteggio fisso (mercati giornalieri, settimanali e posteggi), mentre aumentano quelle itineranti (fiere e itineranti)
□    Calano le imprese del settore alimentare, tiene l’abbigliamento
□    La crescita delle autorizzazioni itineranti conferma che il settore è stato negli ultimi anni anche scelta di “ripiego” per le difficoltà occupazionali. Ma il calo delle autorizzazioni a posteggio fisso conferma invece la difficoltà generale dei mercati tradizionali rispetto a fiere e manifestazioni straordinarie
□    Il dato sulla presenza di stranieri nei mercati è in crescita. In Italia siamo al 14,6% e al 10,5% in Toscana. Mentre ancora più significativa è la presenza straniera nelle autorizzazioni itineranti (per fiere e commercio itinerante), all’interno delle quali si nasconde anche una presenza di operatori “non effettivi”, ovvero iscritti ma non operanti in modo regolare.
□    L’età media dell’ambulante è di 40 anni, ma il 60% ha iniziato a lavorare prima dei 18 anni. Il 55% fa questo lavoro da più di 10 anni. Meno del 20% dei giovani figli di ambulanti sceglie questo tipo di lavoro.

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