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La social card spendibile anche nei piccoli negozi
La social card spendibile anche nei piccoli negozi che aderiranno
Grazie alla convenzione con il governo. La spesa con la social card sarà possibile anche nei negozi di alimentari, panetterie, ortofrutta e tavole calde che aderiranno. Informazioni presso le nostre sedi.

Nell’ambito delle misure che il governo sta attivando per affrontare la fase di crisi – dichiara al Confesercenti - è stata attivata una carta acquisti denominata Social Card, attraverso la quale saranno concessi a numerosi cittadini opportunità di spesa attraverso un apposito strumento di carta prepagata che transita come una normale carta di credito del circuito Master Card.

La Confesercenti ha sottoscritto una convenzione con il Ministero del Tesoro che  consentirà ai cittadini di spendere con la Social Card anche nei negozi e pubblici esercizi di vicinato e non solo nelle grandi catene di distribuzione come inizialmente previsto. Gli unici elementi necessari per aderire alla convenzione sono i seguenti: disponibilità di un POS accettatore della carta prepagata/carta di credito; sconto pari al 5% sui prezzi praticati o in alternativa fornire buoni acquisto per il valore equivalente al cliente. Le imprese possono accettare la “social card” su base volontaria, ma esclusivamente per il tramite dell’Associazione che a sua volta accrediterà le imprese aderenti all’iniziativa.

«Si tratta – dichiara il presidente della Confesercenti Giuliano Cesaretti – di un segnale importante. In primo luogo perché si è riusciti ad inserire anche il piccolo commercio, nel sistema della Social card inizialmente pensato solo per la grande distribuzione quello di quartiere, quello che quotidianamente è da sempre più vicino anche a molte fasce deboli della popolazione, nel sistema della Social card inizialmente pensato solo per la grande distribuzione. In secondo luogo, le nostre associazioni e i piccoli commercianti che aderiranno, nonostante le difficoltà delle nostre imprese, parteciperanno anche con un ulteriore sconto del 5% rivolto ai possessori della card. Una ulteriore dimostrazione di “vicinanza” delle botteghe di quartiere e del piccolo commercio alle fasce più disagiate».

«Certamente – conclude Cesaretti – si tratta di uno strumento sulla cui efficienza complessiva si è molto discusso, sia per i costi di gestione che determina (basti pensare alla burocrazia per assegnarle o ai costi finanziari a carico dell’esercente per la transazione della carta di credito), sia per l’operatività che stenta a decollare. Anche se forse si poteva fare meglio, si tratta in ogni caso di un valore per coloro che lo riceveranno e che riteniamo sia responsabile promuovere. Invitiamo le imprese a contattare i nostri uffici per ulteriori informazione e per formalizzare la loro partecipazione e l’inserimento nel circuito».
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